Premio Feltre-Lavoro

Premio Feltre&Lavoro 2009 ai Fratelli Garbuio e ad Ezio Dalla Rosa


Domenica 15 novembre 2009  presso la Sala degli Stemmi del Municipio di Feltre


Fratelli Garbuio: presentazione di Corrado Bosco


Negli anni immediatamente seguenti alla Prima Guerra Mondiale il giovane Carlo Garbuio di Fonzaso classe 1892 decide di andare a Venezia come apprendista presso la famosa pasticceria Rosa-Salva.

Carlo è già nel mestiere perché assieme ai fratelli collabora con il padre Luigi, già da qualche lustro proprietario e titolare del “Biscottificio F.lli Garbuio” con sede in Fonzaso, una piccola realtà artigianale già nota e conosciuta nel feltrino, in provincia e nel primiero.

Ma a Carlo, forse il più attivo dei fratelli, sicuramente il più lungimirante, questo non basta.

Andare a Venezia alla pasticceria Rosa-Salva è come andare all’università e non solo perché per fare l’apprendista bisognava pagare una retta, ma soprattutto perché come in una vera Università del “saper fare” i più attenti e volonterosi potevano imparare tutto sull’arte della pasticceria, specialmente su quel grande patrimonio di conoscenze e cultura che era la pasticceria tradizionale veneta e veneziana.

Ed ecco che maturata l’esperienza veneziana, negli anni venti Carlo Garbuio apre in proprio una pasticceria a Feltre in via Tezze.

Ai feltrini un po’ sorpresi vengono offerti i tradizionali dolci stagionali (fino ad allora fatti solo in casa), come le frittole, i crostoli, le fave dei morti, ma anche le lussuose specialità classiche come le torte millefoglie, le meringate, le bresciane, lo zabaione e soprattutto e per la prima volta la tazza di cioccolato caldo, vera novità per Feltre ancora nella maggioranza chiusa nelle sue parsimoniose e rustiche abitudini provinciali.

È un successo che permette a Carlo e alla moglie Dina, infaticabile collaboratrice, di acquistare negli anni trenta l’edificio dove allora come ancor oggi ha sede la pasticceria.

Gli anni passano, passa anche la guerra, le generazioni si avvicendano, la “Pasticceria Garbuio” rimane nella sede di via Tezze, si aggiorna, si ammodernizza.

Negli anni sessanta la seconda generazione, soprattutto per merito di Antonietta, coglie il nuovo clima, quello del boom economico, e con qualche rischio rilancia l’attività puntando sempre sulla qualità superiore della produzione ma anche su un nuovo mercato più articolato e più vasto.

Negli anni ottanta la gestione passa alla terza generazione familiare (quarta se si considera anche il bisnonno Luigi) i fratelli Carlo e Roberto Garbuio che ancor oggi gestiscono brillantemente questa realtà feltrina di eccellenza.

Tra il 1986 e il 1990 negozio e laboratorio sono completamente e modernamente ristrutturati ed oggi la “Pasticceria Garbuio” è una solida attività artigianale che occupa stabilmente oltre ai due contitolari dodici persone che vengono continuamente aggiornate con i corsi di formazione permanente. L’attività gestionale e la filosofia aziendale è ancora e sempre impostata sull’uso esclusivo di materie prime naturali, fresche e di prima qualità e si articola su più linee produttive, alcune nel rispetto delle tradizioni e delle ricette classiche, altre più attente alla ricerca del nuovo, al modificarsi dei gusti ed all’evolversi della società e del mercato.

Di queste linee, la prima, la pasticceria fresca classica utilizza ancora le antiche ricette di nonno Carlo ed è presenza attesa e ricercata in ogni festa, in ogni battesimo, cresima, matrimonio, compleanno feltrino, presenza fatta da torte meringate e millefoglie farcite rigorosamente in giornata con delicate creme all’arancia, al limone, al cioccolato o allo zabaione (fatto sempre con uova fresche e marsala “Garibaldi”) oppure dall’infinita varietà di paste classiche tra cui la classicissima “barchetta allo zabaione” diventata quasi il simbolo della Pasticceria Garbuio.

Una parte di questa linea si è modernizzata con la diminuzione dello zucchero e del burro nelle creme (sempre rimanendo l’uso del latte fresco e della frutta naturale e l’esclusione degli aromi artificiali) e quando la nuova moda ha richiesto paste più piccole ecco la creazione della nuova “pasticceria mignon” tra cui per eccellenza si distinguono la “noce royal” ed il “primo fiore” di limone.

Un’altra linea è quella delle torte moderne e monumentali.

Questa è stata possibile per la collaborazione del Maestro Pasticciere Luigi Biasetto, padovano di origine, ma di scuola belga, campione del mondo di pasticceria a Lione nel 1997 con la torta “Sette veli”, ora prodotta su ordinazione proprio dalla Pasticceria Garbuio.

Ma molte altre sono le performances. Basti ricordare una meringata a forma di “Monte Marmolada” fornita per un banchetto di duemila persone alla Ditta “Luxottica”; una torta per cinquemila persone per conto della Ditta “Union-Lido” di Venezia nonché la partecipazione con altre venti pasticcerie venete all’esecuzione della “Pazientina” la più grande torta del mondo (103 metri quadrati, Guiness dei Primati) eseguita a Padova il 23 settembre 2000 avvolgendo Prato della Valle.

La terza linea è quella del katering e della lavorazione per conto terzi: la Ditta Garbuio assolve impegni di organizzazione e predisposizione di rinfreschi e colazioni grandi e piccole in qualsivoglia sede. Per ricordarne qualcuno citiamo l’inaugurazione del “Parco nazionale delle Dolomiti Bellunese” con la presenza del Ministro Ronchi, la visita a Feltre dell’Ambasciatore e del Ministro dell’Ambiente della Nuova Zelanda, la visita dei delegati dell’Unesco allo IULM di Feltre.

La pasticceria inoltre fornisce prodotti a ditte terze: ricordiamo i “Buffetti Veneziani” e i “Tondi de Luna” per l’azienda padovana “Conte de Tacchi” venduti in Italia e negli Stati Uniti da ottanta agenti ed i pasticcini per la “Sapori Antichi” di Udine presenti a Londra da “Fortun & Mason” ed a Parigi alla Madaleine da “Fuchon”.

Ma la linea produttiva più interessante ed encomiabile, anche perché la più difficile, è sicuramente quella della moderna continua ricerca di nuovi prodotti di pasticceria utilizzando quanto proviene dall’agricoltura e dall’artigianato del feltrino.

Da questa sperimentazione sono nate la “polentina” una torta fatta con farina di mais “sponcio”, nocciole e confettura di prugne, la “Monte Avena” con farina di avena, ginepro e lamponi, la torta con fagioli di Lamon, i deliziosi “graspetti” pasticcini alla grappa ma soprattutto la “torta alla birra” dove la dolcezza sfumata delle mandorle si sposa con il gradevole amaro della birra “Pedavena”, prodotta all’antica maniera, non pastorizzata e non filtrata.

Ultima nata è la “Kodinza” una torta studiata in accordo con altri pasticceri bellunesi, preparata con noci feltrine, farina di mais, nocciole, semi di papavero e la farcia di “Kodinzon” una purea solidificata di mele locali essiccate.

È su questa linea che la “Pasticceria Garbuio” di Carlo e Roberto profonde oggi il maggior impegno, attualizzando il perfetto matrimonio tra innovazione e tradizione secondo le più innovative tendenze non solo della grande pasticceria ma di tutta la moderna arte gastronomica.

E questo impegno, questa ricerca non sono passati inosservati.

Almeno da dieci anni stampa e televisione se ne sono occupati.

Per brevità basterà citare solo gli articoli apparsi dal 2002 al 2008 nel “Corriere della Sera” e nella “Stampa” di Torino, l’articolo del gennaio 2006 in “Cousine” una delle più prestigiose riviste internazionali di cucina e quello dell’ottobre 2006 nella rivista “Bellitalia”.

Le torte della Pasticceria Garbuio sono state presentate nel 2003 da “Rai Uno” nel programma con la Clerici e nel 2006 nella trasmissione “La TV che fa bene alla salute”, e ancora da “Rete Quattro” da Mengacci a Misurina nel 2004 e da “SKY TV” nel 2006 quando le riprese sono state fatte direttamente dal laboratorio di via Tezze. Naturalmente innumerevoli sono gli articoli scritti e le trasmissioni effettuate da stampa e televisioni locali.

Questa in sintesi è la “Pasticceria Garbuio” di Carlo e Roberto conosciuta non solo a Feltre, non solo in Provincia ma in tutto il Veneto e in tutta Italia.

Carlo e Roberto sono soliti affermare senza ostentazione, ma con una punta di legittimo consapevole orgoglio, che il loro lavoro non si esaurisce nel produrre e vendere ma si completa con il comunicare emozioni e con il trasmettere tradizioni e cultura gastronomica.

Credo che tutti possano essere d’accordo!

Chi infatti dei feltrini almeno una volta non ha sognato, non si è emozionato o illanguidito davanti alle vetrine di via Tezze?

Chi non ha trovato quì il regalo più confacente da portare ad una festa, da portare alla fidanzata, alla mamma, al papà, ai nonni o ai nipotini?

Chi dei feltrini non ha mai orgogliosamente accompagnato nella “Pasticceria Garbuio” l’amico o l’ospite venuto da fuori?

Chi soprattutto non ha cercato “da Garbuio” un po’ di dolcezza per controbilanciare quel tanto di amaro che la vita è così pronta a dispensare ad ognuno di noi?

Credo che tutta Feltre debba ringraziare ed augurare ancora per moltissimi anni il maggior successo a Carlo e Roberto ed ai loro discendenti…

 


Ezio Dalla Rosa: presentazione di PasqualeTeoderto Pioggia


Ezio nasce a Paderno di San Gregorio nelle Alpi nel 1946 da Linda Vieceli e da Guerrino.


Nel primo dopoguerra le condizioni socio economiche generali non sono certamente facili. Il padre è falegname ed è il primo di 5 fratelli. A 16 anni, da dipendente, inizia la sua esperienza da falegname con il padre. Si appassiona alla musica, suona la fisarmonica e fa parte per oltre 20 anni del complesso “I Caravels”. A 25 anni si sposa con Bianca ed ha due figli: Luisa e Luca. Pur lavorando assiduamente trova il tempo di creare con degli amici il gruppo sportivo di Paderno che poi confluisce nella società ciclistica “Cicli Girelli-Dalla Rosa Mobili”. Da una sua idea e disegno nascono le inconfondibili magliette dal colore rosso e giallo. Questa associazione ha sempre rivolto le proprie principali attenzioni ai giovani ciclisti dai 7 ai 13 anni e, oggigiorno, i tesserati superano le 70 unità.


Ezio ha sempre dimostrato di possedere un’intelligenza acuta, elevate capacità professionali e manageriali, lungimiranza ed un notevole spessore morale accompagnato da un invidiabile equilibrio interiore. Grinta, carattere e determinazione di raggiungere gli obiettivi prefissati sono doti che si ritrovano in Ezio ed anche nella moglie Bianca. Solo un esempio nella vita di tutti i giorni: nel Duemila, l’anno Santo, Ezio e Bianca con altri cinque amici sono partiti in bicicletta da Paderno e sono arrivati a Roma in cinque tappe. La moglie Bianca, dopo 38 anni di matrimonio con due splendidi figli che lavorano da tempo nelle aziende di famiglia, nel riconoscere le grandi qualità del coniuge Ezio, ha voluto dedicargli un monumento, un’opera in marmo dello scultore Franco Fiabane che è stata inaugurata qualche settimana fa.



Questo è l'uomo EZIO DALLA ROSA, imprenditore del legno che dirige due aziende, la DRES snc e LA DALLA ROSA MOBILI le quali occupano 30 addetti ed operano a Paderno, comune di San Gregorio nelle Alpi con due opifici di complessivi mq. 3.000 per la Dres e di circa mq. 5.000 per la Dalla Rosa Mobili.

 

L’IMPRENDITORE

Dalla Rosa Ezio è sempre stato fedele al proprio luogo di nascita, Paderno di San Gregorio nelle Alpi dove ha sempre vissuto con la propria famiglia e dove ha iniziato e sviluppato tutte le attività imprenditoriali.

Nel 1972 crea la prima azienda, la DALLA ROSA MOBILI, impresa prettamente commerciale mentre nel 1978 fonda l’unità produttiva, la DRES nella quale entrerà a far parte anche la moglie Bianca: la società è specializzata nella costruzione di serramenti, porte e successivamente mobili su misura.

Nel 1982 avvia la costruzione di un nuovo capannone a Paderno in quella che diventerà poi la zona artigianale.

Nel 1989 arriva per Ezio il primo riconoscimento pubblico da parte della CCIAA di Belluno: la medaglia d’oro per “la fedeltà al lavoro e al progresso economico”.

Sul finire del 1989, proprio alle porte dell’inverno, un incendio molto vasto distruggere il 70% di strutture ed impianti della Dres.

Con spirito di sacrificio, grinta, determinazione e una fortissima forza di volontà combinate al sostegno ed alla collaborazione dei dipendenti e degli amici, viene superato questo brutto momento permettendo fin da subito la continuazione dell’attività lavorativa. In effetti, la DRES non si è mai fermata, anzi nel 1990 volendo ottimizzare spazi ed esigenze viene dato l’avvio all’edificazione di un ulteriore nuovo fabbricato. Aumentano le commesse ed aumentano anche i dipendenti.

Nel 1993 ad Ezio viene conferita l’onorificenza di “cavaliere”.

Nel 1999 la DRES viene premiata nella manifestazione “Arte & lavoro” - menzione speciale - per il lavoro svolto sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Nel 2000 viene avviato in DRES un programma di radicale rinnovamento. Si creano e riorganizzano gli spazi interni ed esterni si rendono più sicuri gli impianti, si sperimentano nuove strade e nuove modalità costruttive con centri di lavoro a controllo numerico. Viene poi prestato particolare attenzione agli aspetti ecologici ed energetici: vengono usate vernici sola all’acqua ed il riscaldamento degli opifici viene effettuato utilizzando il calore prodotto dalla combustione del proprio scarto di produzione: il legno grezzo. Risultato: costo zero, impatto ambientale zero e maggiore sicurezza. Il prodotto “serramento” studiato dalla DRES è all’avanguardia sia per le prestazioni termiche che per quelle acustiche e risponde perfettamente alle diverse esigenze delle costruzioni, secondo la loro struttura ed ubicazione. Il futuro e la continuità delle due aziende appare garantito dai figli di Ezio: Luisa e Luca. Infatti i valori di impegno, di serietà e di correttezza che sono stati presenti sempre nella vita di Ezio e della moglie Bianca sono condivisi anche dai due figli. Sono già passati infatti diversi anni da quando Luisa e Luca hanno iniziato il loro percorso all’interno delle due imprese di famiglia. Hanno avuto tempo e modo di apprezzare e condividerne la politica, e di apportare il proprio personale contributo nella gestione e nello sviluppo imprenditoriale. Luisa, con la sua dinamicità, la propensione all’attività e le sue capacità organizzative ha trovato interessante rivolgersi all’attività produttiva, ovvero proprio alla Dres. Sta contribuendo a renderla flessibile, dinamica, attenta al contesto economico e territoriale, aprendo possibilità di collaborazioni con partner del settore in modo da creare delle sinergie “di gruppo”. Per Luisa è molto importante guardare al futuro con la consapevolezza delle proprie capacità e del contesto generale in cui ci si trova a lavorare.

Luca si è rivolto principalmente alla parte commerciale legata soprattutto all’arredamento. Egli, infatti, si occupa della “Dalla Rosa Arredamenti” e in questo settore dell’azienda del padre ha voluto investire il suo talento con politiche commerciali e di marketing molto interessanti e proficue. Il settore dell’arredamento, infatti, è in continua evoluzione: cambiano i gusti e gli spazi si riempiono di nuove soluzioni d’arredo. Anche il settore degli elettrodomestici si evolve rapidamente ed sempre molto importante saper offrire alla clientela la soluzione migliore.

Questa è veramente una bella e sana realtà imprenditoriale feltrina.

Questo è l’uomo che l’ha creata, l’imprenditore EZIO DALLA ROSA con il coniuge BIANCA ed i figli LUISA e LUCA.
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